Nel cuore della vecchia Ostuni, nel bianco magico dei vicoli si trova la “Taverna della Gelosia“, un ristorante singolare nel suo genere.
Si snoda su tre piazzette a resta di pesce, con tre sale separate che affacciano nei vicoli dove si mangia all’ombra di un grande pepe rosa e di un fico che sbuca da un muro, tra il profumo di gelsomini, bouganvilles e glicine.
Anche il menù è particolare: si possono assaporare piatti inediti che mescolano tradizione e innovazione, dando vita a un mix di gusti intriganti e originali seppure nella tradizione.
Il ristorante propone ricette della cucina pugliese, mediterranea, contemporanea e antica: rivisitazione di piatti medioevali, rinascimentali e d’autore.
La carrellata di antipasti è una piacevole riscoperta di sapori antichi e raffinati: budino al tartufo, polpettine con ortiche, tortino d’oro, terrina di Re Manfredi, tortino de’pazzi, crema di cicerchia al rosmarino, ceci neri lardellati, sono solo alcune delle proposte, che variano in base alla stagionalità degli ingredienti.
Tra i primi di grande impatto la Pasta Nera, la pasta della casa, servita in coppa di pane, a base di olive nere, tonno, acciughe e pecorino, la cui ricetta risale al basso medioevo. Delicata e saporita la Pasta di Papa Martino V, ricetta quattrocentesca, con un battuto di erbe, mandorle, guanciale ed un inaspettato retrogusto al finocchietto selvatico. Classiche ma non scontate le pappardelle al cinghiale di Bartolomeo Scappi: la pasta fresca si sposa meravigliosamente con la cacciagione. Sorprendente il ripieno dei Cappellacci che, a seconda delle stagioni, è fatto con ricotta e carciofi, bufala e radicchio tardivo, erbe di campo, patate. Nuovo e raffinato il Riso Nero, con mousse di gamberi su vellutata di zucchine.
I secondi si alternano tra salato, dolce ed agrodolce. Tenerissimo e saporito il Civiero di Maiale, con agresto, mele e porri. Elegante e delicato l’Ambrogino, tacchino servito con una salsa di datteri, fichi e cannella. Sempre un classico, l’arrosto di vitellino al limone, impreziosito dal profumo dei fiori di lavanda. Sofisticata l’entrecote del Platina, piatto trecentesco, che sposa armoniosamente il sapore deciso della carne alla dolcezza della marmellata di amarene, mirto e alloro. Per i palati più tradizionali, entrecote alla griglia o vitello di Bonifacio VIII, con erbe aromatiche e Nero di Troia.
Il dolce della casa è il Dolce di Grano: morbide creme alla vaniglia ed al cioccolato che racchiudono il grano saraceno aromatizzato alla cannella. Gli altri dolci variano spesso: torta morbida di mele con crema fredda al limone, biancomangiare con croccante di mandorle e caramello, crostata con crema e mandorle, bassina al cioccolato, sufflé al fondente e nocciole..
La carta dei vini raccoglie quelle che sono le eccellenze pugliesi, e ce ne sono tante, specielmente per quanto riguarda i vini rossi. Corposi, morbidi, con toni fruttati o più secchi, barricati o giovani, monovarietali, la selezione è tra i migliori prodotti che offre il territorio. Notarpanaro e Patriglione (Az.Agr.C.Taurino), Salice Salentino e Donna Lisa (Leone de Castris), Selvarossa (Cant. Due Palme), Graticciaia (Az.Agr.Vallone), Amativo e Varius, (Cantele), Torcicoda (Tormaresca), Puer Apuliae e Cappellaccio(Rivera), Cappello di Prete e Duca d’Aragona(Candido), Primitivo di Manduria (Felline), sono solo alcuni dei vini presenti in carta.
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